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Babilonia cadde nel 3222 in mano a Persiani e Medi. Questo segnò la fine dell'egemonia semitica in Medio Oriente per circa 1200 anni, cioè fino a quando comparvero sulla scena gli Arabi. Durante questo periodo popoli iranici ed europei si sono spartiti il dominio della regione. Persiani e Medi si impossessarono dell'impero di Babilonia senza colpo ferire: come riportato in Daniel 5:30, e confermato dalla storia, un generale del re Kurush (Ciro) prese la città durante la notte. L'impero degli Achemenidi -nome dei re di Persia- si estendeva dall'India all'Etiopia, com'è anche scritto nel libro di Ester, nel quale c'è l'unico riferimento biblico a "Hodu", nome ebraico dell'India. Tale toponimo qui equivale più specificatamente alla valle dell'Indo, quella terra che i Persiani chiamano "Sindh" e gli Arabi "Hind" (non è infatti un termine che proviene dal sanscrito poiché il nome nazionale dell'India è Bharat). Una caratteristica distintiva di Medi e Persiani era la loro religione senza templi, il cui culto era ufficiato dai Magi, una stirpe adibita a tale funzione (così come lo erano i Leviti nel culto Ebraico). Il re Kurush ed i monarchi successivi permisero il ritorno dei deportati, ma soltanto una minoranza volle usufruire di tale concessione. Gli Ebrei in Babilonia avevano raggiunto una buona posizione sociale ed economica. Quelli che ritornarono in Eretz Yisrael appartenevano in maggioranza ai deportati del regno di Yehudah per mano di Nabucodonosor. Da questo momento storico saranno riconosciuti come "Giudei"... Degli altri Ebrei, invece, non abbiamo più notizie certe. I Giudei ricostruirono Yerushalayim ed il Tempio, ripristinando il culto, e compilarono in forma definitiva le Sacre Scritture (Tanach). Essi diedero anche un'impostazione definitiva al "Giudaismo" (vedi: cultura e spiritualità - Torah). Non fu ripreso invece l'uso corrente dell'ebraico, che divenne una lingua soltanto liturgica. I Giudei oramai avevano adottato come propria lingua l'aramaico-babilonese. Così fu perduta la lingua ebraica fino a tempi recenti: il fatto che oggi in Eretz Yisrael si parli la lingua di Moshè di David e dei Profeti è un vero miracolo senza paragoni nella storia linguistica dell'umanità.
Questo era un periodo di prosperità e molti Giudei si stabilirono nelle diverse province dell'impero. Altri Ebrei potrebbero aver assimilato elementi esteriori del culto dei Magi... ed è in questo periodo che inizia a configurarsi l'identità culturale del popolo che oggi conosciamo come i Rom: in Persia un'etnia ebraica, o comunque molto vicina agli Ebrei, stava assimilando caratteristiche della cultura persiana e degli adoratori del fuoco (vedi: cultura e spiritualità - i Rom e la Torah) e definendo una propria identità che non si sarebbe più modificata, neppure dopo un periodo di soggiorno in India. Nel libro di Ester c'è riportata un'accusa rivolta contro i Giudei che si applica tuttora nei confronti dei Rom: "C'è un popolo sparso e diviso fra gli altri popoli, in tutte le province del regno, le cui leggi sono differenti da ogni altro popolo, ed esso non osserva le leggi del re..." (Ester 3:8). Nel 3440 Alessandro conquistò tutto quel grande impero ed allargò i suoi confini ad est, spingendosi oltre la valle dell'Indo. Il dominio macedone fu relativamente breve, salvo nell'area del Mediterraneo, che fu strappata all'Oriente per molti secoli dalla dominazione greca, romana e bizantina (vedi: Diaspora). La Mesopotamia rimase legata alla Persia fino al 4411. Nel 3510, i Seleucidi (Macedoni) furono scacciati da un altro popolo iranico, originario del Khorasàn: i Parti, che dominarono la Mesopotamia e l'Iran per quasi cinque secoli. I loro sovrani, gli Arsàcidi, stabilirono la capitale a Ctesifonte, non lontano dall'odierna Baghdad. All'inizio del loro regno i Magi godevano di grande prestigio, ma in seguito caddero in discredito. Molti non appartenenti alla loro stirpe esercitavano la "magia", l'alchimia ed altre pratiche inerenti al culto del fuoco. Nel periodo in cui gli Arsàcidi governavano in Persia e Mesopotamia, ebbe inizio la diffusione del Cristianesimo, che fu abbracciato da interi popoli quali i Caldei, gli Assiri, gli Armeni e molto probabilmente anche dai Rom. Nel 3984 gli Arsàcidi furono sconfitti dai Sassanidi, Persiani che si arrogavano l'appartenenza alla stirpe Achemenide, i quali ripristinarono l'antica cultura persiana ed esaltarono il ruolo dei Magi. I Sassanidi sferrarono violente persecuzioni contro le minoranze religiose, che si moltiplicavano in Persia già durante il regno Arsàcide. Questo sarebbe stato un buon motivo perché Ebrei e Rom emigrassero in India. I Rom erano molto probabilmente Cristiani - lo erano già al loro arrivo in Europa, quindi, la loro adesione non potrebbe essere avvenuta in India e neppure nel Medio Oriente islamico. Tuttavia l'esodo dei Rom dalla Mesopotamia e dalla Persia verso l'India non si sarebbe compiuto in un momento unico, ma in diverse migrazioni successive. Una parte dei Rom scelse di stanziarsi nel Rajasthan, altra nella valle dell'Indo, ovvero il Sindh, da dove si presume provenire il termine Sinti: "quelli del Sindh", che essi adottarono come nome etnico. Come scritto sopra, questo non è un termine indiano ma persiano. L'ultima fase dell'esodo dei Rom si sarebbe compiuta con l'avvento dell'Islam, nel 4411, quando il regno Sassanide cadde in potere degli Arabi. Quindi, il periodo di permanenza dei Rom nell'India potrebbe essere stato molto più breve di quanto comunemente si pensa, magari quattro o cinque secoli, finché qualche avvenimento li richiamò a far "ritorno" in Occidente. Tale avvenimento probabilmente è stata l'invasione dei musulmani in India. Ciò spiegherebbe anche il "vuoto" linguistico tra i termini indiani e quelli greci: il passaggio sul territorio dei musulmani deve essersi compiuto in fretta, per cui non vi fu il tempo sufficiente per poter adottare termini linguistici, e nemmeno gli elementi caratteristici dei culti persiani, ormai messi al bando. Qui si conclude la probabile storia dei Rom prima del loro arrivo in India. Sulla storia successiva non intendo aggiungere niente a quello che è già documentato...
L'impero di Alessandro si sciolse dopo la sua morte, e fu diviso fra i suoi generali. Dalla spartizione risultarono inizialmente quattro regni, di cui due interessano particolarmente il popolo Ebreo: quello dei Ptolomei, con sede in Egitto, e quello dei Seleucidi, che in origine era il più esteso ma in seguito all'invasione dei Parti perse tutto l'Oriente (vedi: Il "millennio persiano") e dovette trasferire la sua sede in Siria. Il territorio di Eretz Yisrael fu in un primo momento assegnato ai Ptolomei, ma fortemente conteso dai Seleucidi, passò poi a far parte del loro regno. Fu sotto questi monarchi che i Giudei subirono nuove persecuzioni, soprattutto dal 3585 con l'ascesa di Antioco "Epimane", e molti Galilei fuggirono in Oriente. I Giudei, guidati dalla famiglia degli Hasmonei, riuscirono ad ottenere l'indipendenza e ristabilire il culto nel Tempio. Lo Stato Giudaico tuttavia, non ebbe lunga durata e cadde sotto il dominio di una nuova grande potenza straniera: Roma.
La Giudea fu una provincia romana per poco più di un secolo. Il 9 del mese di Av del 3830, i Romani distrussero il Tempio e la città di Yerushalayim, ed i Giudei furono scacciati e dispersi in tutto l'impero: questo segnò l'inizio della grande Diaspora.
I Romani vollero cancellare dalla storia il nome di Israele, e in base al nome di un antico popolo ormai da secoli scomparso come entità etnica riconoscibile, i Filistei (Pelesati), chiamarono Palestina il territorio di Eretz Yisrael. Questo nome assolutamente illegittimo ed improprio, è usato tuttora senza che vi sia un fondamento né etnico e né storico per mantenere tale denominazione. In principio la Diaspora dei Giudei interessava tutto l'Impero Romano oltre agli Ebrei che erano già in Oriente. Poi vi fu anche l'espulsione dei Giudei fuori dai confini imperiali, ed essi dovettero emigrare nell'Europa Nordica e Danubiana e nelle steppe dell'Est.
La Diaspora determinò diversi cambiamenti all'interno della comunità ebraica: in principio gli Ebrei si riconoscevano secondo la tribù d'appartenenza, che erano dodici più quella sacerdotale di Levi. Con la Diaspora si sono generati sviluppi socio-culturali diversi, secondo la nazione in cui le comunità ebraiche si sono insediate, e oggi i Giudei si dividono in gruppi linguistico-culturali che non hanno alcun rapporto con le antiche tribù: i "Mizrahim" (Orientali) -da non confondere con "Mizrayim" (Egizi)-, di lingua aramaica; i "Sefaradim" (Mediterranei), da Sefarad, nome ebraico della Spagna, di lingua ladino-spagnola; gli "Ashkenazim" (Nordici), di lingua yiddisch; i "Betha Israel" (Etiopici); gli Ebrei Yemeniti; gli Ebrei dell'India. Di questi ultimi vorrei esporre brevemente alcuni cenni storici.
Gli Ebrei dell'India attualmente sono classificati in tre gruppi, i quali, malgrado siano esclusi dal sistema di caste in quanto Ebrei, hanno stabilito fra di loro dei regolamenti per cui non è permesso il matrimonio fra gli appartenenti a gruppi diversi. Questi sono: i Kochin, i B'ney Yisrael e i Baghdadi. Questi ultimi sono d'immigrazione piuttosto recente, provenienti dal Medio Oriente, di lingua araba o persiana, giunti in India solo da due secoli. Per questo mi soffermerò soltanto su un breve riassunto storico degli altri due gruppi.
1- Gli Ebrei di Kochin sono stati radicati nel sud dell'India (Kerala) sin dall'antichità anche se non si sa con precisione da quando. Hanno adottato come propria la lingua malayalam: quest'area del subcontinente è verosimilmente identificabile con la biblica terra di Ofir, e la tradizione afferma che gli Ebrei di Kochin sono discendenti degli immigrati ai tempi del re Shlomo, commercianti e navigatori che scelsero di insediarsi in Ofir come avevano fatto altri loro connazionali in Sheva\Teyman (Yemen). Altri invece, sostengono che si tratti di esiliati in India in seguito alle deportazioni, quella del Regno di Israele nel 3039 sotto l'Assiria o quella del Regno di Yehudah nel 3174 sotto Nabucodonosor, oppure anche dopo la distruzione del Tempio nel 3830 per mano dei Romani, cioè all'inizio della grande Diaspora. Gli Ebrei di Kochin hanno vissuto in genere più tranquillamente dei loro connazionali in altri paesi, perché hanno goduto del rispetto della società indiana ed anche della protezione dei prìncipi. Questa tranquillità fu alterata con l'arrivo di invasori Arabi nel 4284. In questo periodo a sua volta, dei Giudei Sefaradim arrivarono in India fuggendo dalle persecuzioni in Europa e Medio Oriente, ma i Portoghesi occuparono dei territori sulla costa occidentale indiana e vi stabilirono l'inquisizione. Soltanto la protezione del rajà di Kochin permise agli Ebrei di salvarsi dello sterminio. Attualmente quasi la totalità degli Ebrei di Kochin è emigrata in Eretz Yisrael.
2- I B'ney Yisrael: sembra che siano arrivati in India per un'altra via, perché vivono nel nord-ovest e parlano la lingua mahrati. Avevano perso l'identità giudaica, e soltanto la conservazione di alcuni segni esteriori (circoncisione, Shabbath e, in parte, kashrut) ha permesso di identificarli come Ebrei. Soltanto da meno di due secoli, i B'ney Yisrael sono stati "rigiudaizzati" da alcuni Baghdadi, che hanno insegnato loro la Torah e costruito delle sinagoghe. Prima che ciò avvenisse, i B'ney Yisrael non avevano una religione propria, come i Rom...
Non è da escludere che anche essi possano provenire dalla flotta inviata ad Ofir dal re Shlomo e che posteriormente siano emigrati verso nord, ma è molto più probabile che la loro provenienza sia frutto delle deportazioni. Il fatto che abbiano perso l'identità ebraica fa ipotizzare che possano essere discendenti dei deportati del Regno di Israele che gli Assiri insediarono in Media e che posteriormente siano emigrati in India in seguito alle persecuzioni avvenute in Persia (vedi: Il "millennio persiano").
Gli Ebrei del Regno di Israele, inoltre, erano meno osservanti dell'Ebraismo di quanto lo erano quelli di Yehudah, e questo spiegherebbe una minore conservazione della loro identità ebraica.
In base a questi particolari, sembra che la storia dei B'ney Yisrael sia molto simile a quella dei Rom: i B'ney Yisrael erano ritenuti un'etnia indiana, non sapendo di essere in realtà Ebrei; conservavano solo alcune tradizioni ebraiche, meno di quante ne conservano i Rom! Potrebbero essere entrambi lo stesso popolo? I Rom si stanziarono poco più ad est dei confini della Persia, i B'ney Yisrael proseguirono oltre... I Rom ritornarono in Occidente, e ciò impedì che fossero "riscoperti", come invece è accaduto ai B'ney Yisrael rimasti in India. È da notare che i Rom dell'India sono stati riconosciuti come tali in base all'esistenza dei Rom in Occidente, nello stesso modo in cui i B'ney Yisrael lo sono stati a causa dell'esistenza dei Giudei in altre parti del mondo...
Migrazioni dei Rom e degli Ebrei in India
"Hanno preso consiglio contro il tuo popolo... hanno detto: 'venite, distruggiamoli, che non siano più una nazione e che il nome di Israele non sia più ricordato'."
Tehilim 83:3-4 (Salmo 83:3-4)
Questo verso delle Scritture Ebraiche riporta il pensiero di popoli antichi, ma è stato sempre d'attualità perché è lo stesso pensiero delle società occidentali e poi anche di quelle islamiche, nei confronti degli Ebrei. Un atteggiamento che si è tramandato nel tempo ed ha varcato i confini di tutte le nazioni. I Romani cercarono di cancellare dalla memoria il nome di Eretz Yisrael e di Yerushalayim, ed hanno lasciato questa eredità agli stati europei.
La storia dei Giudei e poi anche quella dei Rom è stato un continuo alternarsi di periodi di angoscia e di relativa calma, di persecuzioni e di esili. L'inquisizione, i decreti d'espulsione, i ghetti, i pogrom...
Molti Ebrei e Rom trovarono asilo in Russia, dove la società era più tollerante e addirittura accogliente, anche se le autorità governative non sempre lo erano. Tuttavia, entrambi popoli si sono sparsi in tutti gli stati europei e le persecuzioni non sono mai cessate in forma definitiva, fino a giungere al periodo più buio della storia dell'umanità - la Shoah, la "desolazione", piuttosto che "olocausto", il quale implica un sacrificio volontario.Ancora una volta Ebrei e Rom si trovano a condividere le stesse amare esperienze (i nazisti avevano le prove di un'origine semitica dei Rom? È infatti paradossale che un popolo ritenuto ariano sia stato massacrato in nome della purezza della razza ariana e sotto il simbolo ariano della svastika...). Non credo necessario raccontare qui tutto ciò che è avvenuto durante la Shoah, solo ribadire che gli orribili crimini perpetrati dai nazisti sono responsabilità di tutti gli Stati d'Europa e del Vaticano, che erano a conoscenza dei fatti e non sono intervenuti per evitarli. Hanno dato il loro tacito consenso alla politica dello sterminio, per poi agire quando era già troppo tardi. Il panorama desolante della fine di quella guerra ci richiama alla visione del Profeta Yehezk'el, nel cap. 37: "...il Signore mi portò nello spirito in una valle, la quale era piena di ossa... che erano in grandissimo numero, e quelle ossa erano molto secche. E il Signore mi disse: 'Figlio d'uomo, potranno queste ossa rivivere?'... Queste ossa sono la casa d'Israele:... essi dicono: 'Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è perita, e noi siamo sterminati'...
...Così ha detto il Signore a queste ossa: 'Io farò entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete...!' Ed io vidi che vennero sopra quelle ossa dei nervi, e della carne, e furono ricoperte di pelle... e lo Spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi, ed erano un grande esercito... Così ha detto il Signore: 'Io apro i vostri sepolcri, e vi trarrò fuori, o popolo mio, e vi ricondurrò in Eretz Yisrael'." Yehezk'el 37:1-14
E fu così - da quelle ossa secche risorse una nazione: Medinat Yisrael.
Questa resurrezione non avvenne senza travaglio: era già da tempo che, secondo l'accordo di Balfour, il mandato britannico della "Palestina" doveva cedere il posto allo Stato Ebraico. Questo accordo non fu rispettato dal governo britannico, che regalò più dell'80% del territorio ai musulmani. Un territorio che prima dell'immigrazione dei Giudei non interessava a nessuno; Eretz Yisrael era sin dal tempo dei Romani un paese arido e quasi disabitato, un deserto transitato soltanto da nomadi beduini. I Giudei iniziarono a comprare a caro prezzo la propria terra, e ciò suscitò la politica dell'immigrazione parallela degli Arabi. Questi, provenienti dai paesi circonvicini, andarono insediandosi in Eretz Yisrael per contrastare l'immigrazione ebraica. Così nacque un'etnia creata "ad hoc", i palestinesi, che non sono affatto un'etnia autentica e nemmeno autoctona, ma una mescolanza di Arabi di svariata provenienza, Arabi come i loro parenti rimasti in Arabia, in Siria, in Iraq, in Libano...
La Shoah costituì un motivo per cui le nazioni non potettero più negare ai Giudei il diritto alla propria patria, ed il mandato britannico dovette consegnare ciò che rimaneva di quel territorio al popolo d'Israele. Un popolo reduce della strage, impoverito e disarmato dovette prendere possesso di un lembo di terra che nove nazioni islamiche erano pronte ad occupare con la forza delle armi. L'occidente aveva comunque creduto di liquidare la questione ebraica affidando ai musulmani il completamento dell'opera incompiuta dai nazisti. Quello Stato, nato in guerra il 5 Iyar 5708, riuscì a sconfiggere un nemico circa quaranta volte più potente,
un nemico che continuò ad armarsi perché non sopporta la presenza di uno Stato libero e democratico nel Medio Oriente; così avvenne una nuova aggressione nel 5727. Ancora una volta, in soli sei giorni, il popolo d'Israele inflisse una pesante sconfitta alle forze armate di sette nazioni, e riconquistò ciò che legittimamente gli appartiene, la città di Yerushalayim, tutto il territorio ad ovest del fiume Yarden, il Golan...
Un nuovo tentativo di distruggere Israele avvenne nel 5734, nella guerra dello Yom Kippur. Israele potrebbe aver risolto definitivamente la questione e reso inoffensivo il nemico, ma le nazioni occidentali sono finora intervenute per fermare l'esercito israeliano e salvare la già deteriorata dignità degli stati musulmani. La cospirazione internazionale contro Israele continua, ma Israele sopravvivrà...
AM YISRAEL HAI !
IL POPOLO D'ISRAELE VIVE !