STORIA

 

Dalla lingua romanés possiamo dedurre che i Rom siano vissuti a lungo nell'India, come anche dalla stessa lingua si dedurrebbe - a prescindere dai dati storici che lo confermano - che sono stati a lungo nei Balcani e nell'Europa Orientale. Cionondimeno sappiamo che i Rom non sono un popolo né balcanico né slavo. Con lo stesso criterio possiamo anche dire che non sono indoariani.

Esaminerò solo brevemente l'aspetto linguistico poiché ciò esula dagli scopi principali di questo sito, ma di tanto in tanto richiamerò l'attenzione su alcuni termini romanés di origine semitica, egizia, cananea o altro.

Molto probabilmente il romanés non sembra essere la lingua originaria dei Rom, infatti questa è una lingua costruita nel tempo e non ancora "maturata". Che un popolo abbia perso la propria lingua non è un fatto improbabile, anzi, nel caso dei Rom, ce n'è un gran numero che non parla romanés ed ha adottato altre lingue come proprie. Possiamo anche considerare gli Ebrei che per più di 2500 anni avevano perso la propria lingua (dall'esilio in Babilonia sino alla rinascita dello Stato di Israele). Per secoli gli Ebrei hanno avuto come lingue proprie l'aramaico, lo yiddish, il ladino-spagnolo, ecc. Che l'ebraico esista oggi come lingua nazionale è un fatto unico nella storia. Molte altre lingue sono definitivamente scomparse anche se il popolo al quale appartenevano esiste tuttora. L'antico egizio è scomparso da millenni; gli Egizi adottarono il copto e anche questa è oggi una lingua soltanto liturgica. I discendenti degli antichi Egizi parlano l'arabo, una lingua semitica, pur senza essere Semiti.

Quindi non è inverosimile che la lingua originaria dei Rom non sia il romanés. Come popolo senza patria non ha adottato una lingua preesistente ma se n'è costruita una attingendo da quelle dei paesi ospitanti (non sarebbe logico pensare che i Rom in India sapessero contare solo fino a 5 e che abbiano imparato gli altri numeri al loro arrivo in Grecia).

Credo, perciò, che sia più attendibile una ricerca fondata non sulla lingua ma sulla cultura e sulla spiritualità, che possono rivelarci legami atavici con l'origine. In base a questi elementi credo sia ipotizzabile un'origine dei Rom nel Medio Oriente, seguita da una lunga permanenza in Persia e Media e da un successivo spostamento nella valle dell'Indo e nel Rajasthan.

Appare d'altronde possibile che già in origine essi possedessero una lingua indoeuropea perché, come espongo nella cartina che segue, le lingue indoariane erano diffuse nella Mezzaluna Fertile quando quelle semitiche erano ancora ridotte alla Mesopotamia Centrale, da dove si espansero posteriormente.

 

Il Medio Oriente agli albori della civiltà

  Popoli Indoeuropei     Popoli Mediterranei     Popoli Semitici

 

Non pretendo di affermare che i Rom siano semiti, ciò che comunque è dimostrabile è che nella loro origine e nei primi secoli di esistenza come popolo sono stati indelebilmente permeati da una cultura semitica ed il loro sviluppo spirituale è semitico.

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I Rom e gli Hyksos

Gli Ebrei sono un popolo semitico nato in Egitto. Una famiglia di origine babilonese (di Ur di Caldea) già stanziata in Canaan immigrò in Egitto. La famiglia di Yakov-Yisrael, che per gli Egizi era "impura" perché semitica fu ospitata ad est del delta del Nilo e divenne lì una nazione nell'arco di quattro secoli. Parte di questo periodo corrisponde probabilmente al dominio sull'Egitto degli "Hekau-khasut" (nome egiziano tradotto in "Hyksos"), un popolo di origine sconosciuta e di lingua semitica (o indoeuropea ?) di cui si sono perse le tracce dopo aver abbandonato l'Egitto. La loro provenienza ed il loro destino rimangono avvolti nel mistero. Si è ipotizzato che gli Hyksos potrebbero essere i Rasena (gli Etruschi), ma potrebbero anche essere i progenitori dei Rom? Cacciati dall'Egitto si sa che per un tempo gli Hyksos si stabilirono in Madian intorno a Saruhen. È verosimile che gli Hyksos abbiano avuto buoni rapporti con gli Ebrei in Egitto. Ciò avrebbe costituito per gli Egizi un ulteriore motivo di avversione nei confronti degli Ebrei. Gli Hyksos potrebbero aver adottato anche la fede nell'Unico Dio. Nei documenti egizi si afferma che gli Hyksos adoravano Seth, l'uccisore di Osiride, il quale è identificabile con l'Iddio di Israele; un'iscrizione della regina Hatcepshut dice che gli asiatici (riferendosi agli Hyksos) ignoravano Ra perché avevano scelto come signore soltanto Seth (tempio rupestre di Beni Hassan). Sappiamo inoltre che in Canaan e dintorni c'erano altri popoli che adoravano l'Iddio d'Israele. Yethro, suocero di Moshè, abitante in Madian, non era un Israelita ma adorava il Dio d'Israele. Yethro è identificato come appartenente alla razza dei "Chenei" che vivevano in pace con gli altri popoli abitanti in Canaan (Giudici, 1:16 e 4:11). Questo nome potrebbe riferirsi agli Hyksos, che sarebbero stati ben accolti da popoli che temevano l'espansionismo egizio. Infatti quando il Re Shaul d'Israele organizzò la distruzione degli Amalechiti avvertì prima i Chenei che abitavano quel territorio "di andarsene affinché non fossero distrutti" (I Sh'muel 15:6).
I Chenei erano considerati alleati degli Ebrei. La parola Chenei significa - secondo alcuni - "calderai", "forgiatori di metalli". Gli Hyksos riuscirono a sottomettere l'Egitto perché possedevano armi forgiate ed erano bravi cavallerizzi. Della lingua degli Hyksos non si sa nulla, ma potrebbero aver conservato qualche parola egizia: "rom" per dire uomo; "kham" per il sole, divinità principale di Khemet, nome che gli Egizi davano alla loro patria; kham, in aramaico, vuol dire "bruciato dal sole".

 
Remec = umanità   Kemet = Egitto

Sarebbe quindi un'ipotesi verosimile identificare gli Hyksos con i Chenei e che questi siano i Rom. Tzo'an, una città costruita sul Delta del Nilo, sembra che sia stata fondata originalmente dagli Ebrei e fu la loro residenza principale in Egitto. Tzo'an era in qualche modo legata ad Hevron in Canaan sin da tempi precedenti ad Avraham; infatti, Hevron era la località favorita del Patriarca Ebreo e fu probabilmente a Tzo'an che egli visse durante il suo soggiorno in Egitto. Alcuni decenni più tardi, quando Yakov e la sua famiglia si stabilirono in Egitto, gli fu data la regione di Goshen, di cui Tzo'an era il principale centro abitato. Questa stessa città divenne la capitale d'Egitto durante il periodo degli Hyksos, e ciò sarebbe stata una scelta naturale se gli Hyksos erano di fatto Ebrei (anche se l'identificazione di Tzo'an con Tanis e di questa con Avaris non è completamente certa, la regione del Delta del Nilo era tuttavia la sede dei monarchi Hyksos). Egitto era ufficialmente monoteista durante il periodo degli Hyksos. È interessante notare che i Rom sono chiamati "Tzo'ani" in ebraico moderno, una parola che li identifica direttamente con l'antica capitale degli Hyksos in Egitto!
Ci sono altre tribù dell'antico Medio Oriente che possono considerarsi Chenei, o molto vicini ad essi: In Bereshyit 25:3, queste tribù sono menzionate nella discendenza di Avraham e Qeturah: gli Ashurim, Letushim e Le'ummim. Le cronache assire ci danno una breve descrizione di essi: gli Ashurim (da non confondere con gli Assiri) sono descritti come "mercanti viaggiatori"; i Letushim erano coloro che "arrotano i coltelli e le spade"; ed i Le'ummim erano enigmaticamente descritti come "capi di coloro che abitano nelle isole (oasi?)", frase il cui significato resta oscuro. Da questa informazione appare che erano molto simili ai Chenei che abitavano tra i Midyaniti e gli Israeliti, e sono identificabili con delle tribù Rom (I Rom sono ancora chiamati "Ashura" dagli Indiani, come anche alcuni Israeliti dell'India, ma tale denominazione è riconducibile piuttosto agli Assiri, con cui gli Ebrei sono giunti in India).

Vedi (in inglese): The Mysterious "Hyksos" and the Hebrews

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L'Esodo

Nel periodo della dominazione degli Hyksos si può dire che l'Egitto era l'unica terra dove regnavano tranquillità e abbondanza.
Nel Medio Oriente la convivenza tra popoli assai diversi nello stesso territorio era diventata insostenibile. Il susseguirsi di guerre e carestie aveva spinto non solo gli Ebrei ma tanti altri gruppi a rifugiarsi in Egitto; tutti si trovavano nella regione ad est del delta del Nilo, assegnata dagli Egizi agli immigrati "asiatici" (non era permesso loro di abitare insieme agli Egizi per motivi di impurità rituale).
In Mesopotamia l'etnia semitica dei Caldei aveva soppiantato completamente quella dei Sumeri. Ciò avveniva nel quadro di un'affermazione del dominio dei popoli semitici, con la successione degli Assiri agli Accadi nell'egemonia della regione e l'insediamento degli Aramei in Siria. L'espansione semitica verso ovest costrinse altri popoli ad emigrare. I primi furono gli Aryana, che dall'Anatolia Orientale attraverso le steppe dell'Asia Centrale, giunsero in India e la conquistarono. Non è in questo periodo che i Rom arrivano nella valle dell'Indo, altrimenti essi avrebbero assimilato completamente la cultura degli Aryani. Comunque non tutti gli Indoeuropei abbandonarono l'area. Gli Hurriti, popolo linguisticamente imparentato con gli Aryana, riuscirono per un certo tempo a consolidare un regno sotto la guida della casta dei Mitanni.
Gli Assiri frantumarono la potenza hurrita dei Mitanni (il regno di Hanigalbat, la cui capitale Washukkani, fu rasa al suolo) spingendosi fino alle coste del Mediterraneo. I popoli indoeuropei furono ridotti a minuscoli regni e città-stato. Soltanto le nazioni vicine al Caucaso (Urartu-Tilgarimmu) e quelle iraniche potettero mantenere l'unità politica.
Canaan e l'area circonvicina era un mosaico di popoli e piccoli regni quasi continuamente in conflitto tra di loro. La popolazione autoctona era di ceppo mediterraneo: i Cananei (conosciuti anche come Fenici, il cui nome nazionale era in realtà Kan'ana), gli Amurru, abitanti dell'entroterra, ed i Filistei, provenienti dal mare (probabilmente dall'Isola di Creta). Gli Indoariani che dominavano il Medio Oriente prima dell'espansione semitica costituivano una presenza consistente in Canaan: Hittiti, Hivvei e Gebusei, e nel Negev gli Horei (Hurriti). A questi si aggiunsero gruppi semitici di origine aramaica ed etnicamente vicini agli Ebrei: gli Ammoniti ed i Moabiti, che occuparono l'area ad est del Giordano e del Mar Salato (Mar Morto), gli Edomiti e gli Amalechiti, che si impossessarono del regno degli Horei. Più a sud vivevano, indisturbati, i popoli semitici dell'Arabia: Madianiti, Nabatei ed altri. In questo contesto avvenne l'esodo degli Ebrei dall'Egitto.
Gli Ebrei non dovevano essere gli unici semiti abitanti in Egitto. Così come la famiglia di Yakov-Yisrael, altre famiglie aramee avrebbero cercato rifugio e benessere nel ricco paese del Nilo. Infatti la Torah ci conferma che, insieme ad Israele, c'era una gran moltitudine di gente d'altra stirpe che voleva uscire dall'Egitto con Moshè (Esodo 12:38).
Potevano esserci tra di essi i progenitori dei Rom? Quando gli Ebrei nel deserto di Madian trovarono una resina a loro sconosciuta si domandarono "man ho?" (Esodo 16:15) - da cui il termine "manna" - e questa è lo stesso termine usato in romanés per indicare il pane. Può trattarsi solo di una coincidenza...
Ci sono altre parole in lingua romanés che hanno un'evidente origine ebraica, come per esempio, "kinas" = "comprare", "kepara" = "risarcimento", o particolarmente significativo, il nome del giorno precedente lo Shabat: "Parashtuné", letteralmente "giorno della Parashat"
!
Un altro particolare interessante concerne il nome del sito dove fu costruita la Torre di Babele, che è Borsippa o Barsippa, nei pressi dell'antica Babilonia. Questo nome ha un significato preciso in lingua romanì: il termine "bor/bar" è identico al romanés "bar", che significa "sasso, roccia", ma anche "rocca, torre"; "sippa" è quasi identico a "shibà", plurale di "shib", lingua - quindi, "Barsippa" o "Bar-shibà" significa "Torre delle lingue". Può essere solo una coincidenza, ma può anche non esserlo...

In quanto al percorso dell'esodo, l'attraversamento del Mar Rosso e l'identificazione del Monte Sinai biblico le ricerche fatte fino ad ora non sono state sufficienti per poter dare una conclusione certa. Ritengo che gli archeologi abbiano cercato le prove dell'Esodo nei posti sbagliati. Quello che oggi si chiama Monte Sinai non è il monte di cui parlano le Scritture Ebraiche alle quali voglio attenermi per poter risolvere la controversia.
Chi ha stabilito che il Monte Sinai è quello così denominato ora? È stata una donna, la cui conoscenza storica era pressoché nulla: Elena, madre dell'imperatore romano. Gli Arabi musulmani, la cui conoscenza storica precedente all'Islam è altrettanto nulla, chiamarono quella montagna "Gebel Musa" (Monte di Moshè). Diversi monti sono stati proposti nella penisola del Sinai ed in Madian, Arabia nord-occidentale, e si sono presentate molte evidenze controverse da parte degli studiosi senza raggiungere una conclusione definitiva.

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Gli Ebrei in Canaan

L'insediamento degli Ebrei in Canaan trasformò completamente la mappa etnografica della regione, che fin da allora si chiama "Eretz Yisrael".
In seguito alla conquista della terra ci fu un periodo di anarchia: le tribù d'Israele erano governate da giudici e non c'era una vera e propria unità nazionale. La crescente pressione dei Filistei, abitanti della fascia costiera a sud dell'odierna Tel Aviv provocò l'emigrazione dei Daniti e indusse Israele a costituirsi come stato monarchico. Intorno all'anno ebraico 2757 il Re David conquistò la città di Yerushalayim che era in mano ai Gebusei (un popolo di stirpe Hurrita) e la fece capitale del suo regno. David riuscì a sottomettere definitivamente i Filistei ed estese il suo dominio su tutti i regni confinanti: Moav, Ammon, Edom, Damasco, ecc. In questo periodo Israele raggiunse la sua massima espansione e sotto il regno di Shlomo visse il massimo splendore. Shlomo costruì il Tempio e fece di Yerushalayim il cuore spirituale di Israele e dei popoli monoteisti. Israele divenne allora una potenza commerciale ed era in buoni rapporti con Egitto e Fenicia. Shlomo organizzò la flotta del Mar Rosso e stabilì un ricco traffico con paesi lontani: Yemen e India. A questo periodo risalgono i primi insediamenti ebraici fuori di Eretz Yisrael. Il commercio con il regno di Sheva\Teyman (Yemen) era particolarmente intenso e degli Israeliti si stabilirono allora in quella terra per ritornare in Eretz Yisrael solo tre millenni dopo, nel 5708-9, quando gli Ebrei yemeniti furono rimpatriati nel nuovo Stato d'Israele. Possiamo dunque considerare che almeno in parte gli Ebrei yemeniti siano gli unici a non provenire dalla Diaspora, intesa come conseguenza di deportazioni o distruzione della nazione. Ciò non esclude che comunque molti Ebrei della Diaspora si sono rifugiati in Yemen, dove sarebbero stati accolti dai loro connazionali ivi residenti sin dal periodo salomonico. La stessa cosa potrebbe essere detta degli Ebrei dell'India, ma con minore certezza. Sappiamo che la flotta del re Shlomo portava dei prodotti da Ofir (I Re 9:28), una terra che potrebbe identificarsi con l'India, soprattutto in base ai prodotti: avorio, scimmie, pavoni, sandalo, gemme (I Re 10:22). Inoltre i termini utilizzati per indicare alcuni di quei prodotti sono gli unici che il testo biblico cita in lingua sanscrita. Quindi è possibile che degli Ebrei si siano stabiliti in India in questo periodo e potrebbe anche darsi che abbiano trasmesso la loro fede a dei gruppi autoctoni di cui non si può escludere a priori che siano stati i progenitori del popolo Rom. Tuttavia ci sono elementi che, alla luce di una ricerca più approfondita, rendono debole tale ipotesi: 1) Ofir si troverebbe ubicata nel sud dell'India, mentre si sa che i Rom provengono dalle regioni del nord-ovest; 2) la presenza di influssi persiani preislamici nella cultura e nelle tradizioni dei Rom non sarebbe stata possibile in seguito ad un popolamento ebraico via mare (vedi
Ebrei dell'India).

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L'Impero Assiro

 

L'unità politica di Eretz Yisrael non sopravvisse oltre il regno di Shlomo. Alla sua morte l'egemonia della tribù di Yehudah era mal sopportata dalle altre tribù, che si costituirono in regno indipendente con il nome di Israele. La dinastia davidica continuò a governare sul Regno di Yehudah, nel quale rimase la capitale Yerushalayim. Questo causò l'allontanamento del Regno d'Israele dalla Torah, perché senza Yerushalayim non era più possibile mettere in pratica tutti i precetti (mitzvot). Così fu anche abolito il sacerdozio levitico e rimasero solo dei segni esteriori dell'Ebraismo. In Yehudah invece l'identità ebraica fu preservata. Entrambi i regni furono a volte alleati ed altre volte in guerra tra di loro. In questo periodo ascende la potenza d'Assiria che fa sentire la propria egemonia in tutto il Medio Oriente e che con la sua politica di deportazioni trasformò la mappa etnico-culturale nell'area. Il Regno d'Israele fu prima assoggettato e poi cadde definitivamente nel 3039 quando il re d'Assiria Sargon II deportò gran parte della popolazione e la distribuì nelle regioni degli Hurriti e dei Medi (II Re 17:6), popoli indoeuropei, e insediò nel territorio di Israele deportati Accadi ed Aramei (II Re 17:24), dai quali provengono i Samaritani.
Il Regno di Yehudah fu anch'esso sottomesso dagli Assiri che, nonostante tutto, non riuscirono a conquistare Yerushalayim, che continuò a costituire un'enclave all'interno del loro impero. Yehudah resistette come regno indipendente fino all'ascesa di Nabucodonosor, re di Babilonia, che assediò Yerushalayim e nel 3159 deportò in Babilonia parte della popolazione. A questa seguirono una seconda ed una terza deportazione e nel 3174 Yerushalayim venne distrutta ed il regno ebraico scomparve di scena come stato indipendente, salvo l'effimero periodo Hasmoneo, fino al 5708 (1948 dell'era comune).

 

modi diversi per scrivere:
"NABUCODONOSOR, RE DI BABILONIA"

Sembra che alla deportazione siano stati risparmiati alcuni dei Chenei residenti in Yerushalayim, le cui regole di vita sono particolarmente paragonabili a quelle dei Rom (Yermiyahu 35).
Quindi, per mano di Assiri e Caldei, si produsse uno spostamento ad est della popolazione ebraica: quelli di Yehudah in parte ritornarono e ricostruirono Yerushalayim anche se la maggioranza scelse di restare in Babilonia. Quelli di Israele, invece, scomparvero dalla storia... le Scritture ne parlano per l'ultima volta quando essi abitavano nei paesi di cultura e lingua indo-iranica. Ci troviamo qui davanti a delle ipotesi che potrebbero darci la chiave sull'origine dei Rom: 1) gli Assiri avrebbero deportato non solo gli Ebrei ma anche gli Hyksos, come fecero con tanti altri popoli. In questo modo il quesito sulla fine degli Hyksos potrebbe trovare una risposta. 2) gli Israeliti avrebbero perso l'identità ebraica pur mantenendo dei segni esteriori (vedi: Diaspora: B'ney Yisrael dell'India) e, dopo un lungo soggiorno in Persia e Media, potrebbero essersi stabiliti nel nord-ovest dell'India per poi emigrare verso occidente non più come Ebrei ma come Rom.

 

L'Impero Assiro e le deportazioni interne

1 popolazione del Regno d'Israele deportata da Salmanesser V e Sargon II
2 popolazione del Regno di Yehudah deportata in Babilonia da Nabucodonosor
3 popolazioni mesopotamiche deportate da Sargon II per ripopolare Samaria

 

La storia del popolo Assiro non si conclude con la caduta di Ninive. Benché dimenticati dalla storia gli Assiri sono tuttora una nazione...per saperne di più:

 

Assyria on line

 

Assyrian Holocaust

 

 

continua...

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